Chi siamo

Il Laboratorio Leggere Libera-Mente è un gruppo di lettura e scrittura autobiografica e creativa che  agisce all’interno della Casa di Reclusione di Opera.

Oggi conta sulla partecipazione ed attiva collaborazione di un buon numero di Volontari. Otto di loro sono esterni e hanno scelto di spendere una significativa fetta del loro tempo per animare questa attività; gli altri sono detenuti che su propria scelta, ma regolarmente, vengono agli incontri per parlare, leggere, condividere; non accontentandosi di questo, hanno deciso temerariamente di andare molto oltre, fino ai confini della creazione letteraria.

Gli incontri del Laboratorio Leggere Libera-Mente si svolgono per quattro giorni a settimana e vi si leggono libri di interesse comune; si scrivono in prosa o in poesia opere autobiografiche o creative; si partecipa a eventi esterni e concorsi (nei quali spesso i membri del Laboratorio hanno ricevuto premi e riconoscimenti), si produce il giornale “In Corso d’Opera” e si fanno molte altre cose che ruotano attorno al testo scritto.  Tutti i partecipanti sono convinti che questo lavoro aiuti molto, sotto diversi punti di vista e l’esperienza di questi anni lo conferma. E’ una specie di lunga avventura che consente a quanti animano il Laboratorio Leggere Libera-Mente l’incontro con altre avventure esistenziali, quelle che vengono trasmesse dagli Autori dei libri che si leggono durante le sessioni, condividendo in profondità storie e riflessioni sulle storie.

Uno degli aspetti più significativi è l’essere “gruppo”. Non solo dunque un certo numero di persone riunite, ma che riconoscono reciprocamente vincoli, scopi e idee comuni.

In carcere infatti non si è mai soli, ma da questo all’essere con altri, c’è grande differenza. Nel Laboratorio Leggere Libera-Mente si decide insieme, si legge insieme, si corregge insieme quanto scrive ciascuno; si fanno anche tentativi di scrivere insieme qualcosa. Ciò guida e orienta  in modo speciale e assai ricco la volontà di aprirsi, rendendosi utili e dà il fascino di un inesauribile percorso, di un fruttuoso guadagno intellettuale, ma soprattutto l’orgogliosa consapevolezza di una riconquista morale con le armi preziose della mente, le quali riescono addirittura ad attenuare il cammino della pena stessa.

Testimonianze

1)

Leggere Libera-Mente sembra uno slogan, ma non lo è.
Una volta individuato un libro da leggere, il fatto di farlo insieme è senz’altro un bel modo per condividere un’esperienza, ma più ancora è l’occasione per esprimere il proprio pensiero che sarà discusso, contrastato, accolto, modificato.
Così le persone si uniscono, e non si tratta certo di una cosa da poco in un posto come una Casa di Reclusione.
E’ questo che mi è molto piaciuto, da subito. Il gruppo di Leggere Libera-Mente ti aiuta ad esprimerti e a liberarti da preconcetti e pregiudizi. Non c’è un programma precostituito, da seguire rigorosamente nei sui vari passaggi, ma piuttosto si fonda su scelte condivise, dove è proprio libertà la parola chiave e vi si può esprimere il proprio punto di vista, senza preoccuparsi che sia giusto o sbagliato.
Si sta insieme, si condivide il gusto della lettura, si superano le difficoltà contenute in un testo anche impegnativo e si condividono le idee e i pensieri che ne scaturiscono. Ho – forse si può dire: abbiamo – imparato ad ascoltare e tutti possiamo intervenire, sapendo che saremo rispettati in ciò che diciamo. Mi pare proprio che la strada porti lontano: spero che arriveremo a fondare autentiche amicizie: mi piacerebbe.

13/11/2017                                         Filippo Cavaliere

 

2)

Il Laboratorio Libera-Mente è stata una piacevole sorpresa.
Appena arrivato nella Casa di Reclusione di Opera ho avuto la fortuna (sì! Perché in carcere molto dipende dai colpi di fortuna … ) di incontrare Remo che già da molto tempo lo frequentava e lui mi ha invitato. Ancora per fortuna mi è stato concesso di potermi aggregare al Laboratorio (e qua si rasenta il miracolo: evviva!) ed eccomi qua.
Io ho sempre amato leggere e ho molto praticato la scrittura per cui un gruppo che fosse impegnato in questo mi attirava molto. Ad intrigarmi ancor di più c’era la prospettiva di partecipare alla produzione del periodico “In Corso d’Opera” che voleva dire riprendere almeno una parte del mio vecchio mestiere.
Ma la realtà sta superando le aspettative! Il gruppo è consolidato e collaudato, ma non patisce l’ingresso di nuovi elementi i volontari esterni, molto preparati e disponibili, sono ben integrati con noi che siamo i volontari interni le attività sono stimolanti, il clima relazionale piacevole, tutti collaborativi, tutti si danno da fare. Bello.
Sono solo all’inizio, ma sono certo di aver trovato un buon ambiente. In un posto come questo, che sa avere risvolti feroci, è un dono, di cui essere grato.

20/11/2017                             Alessandro Cozzi

 

3)

Leggere Libera-Mente: tre parole che indicano la libertà; libertà nei pensieri, libertà nel fare delle cose in un posto come il carcere dove niente ti è permesso.
Quando ti è permesso qualcosa, si fa sempre fatica a fidarsi delle novità.
Io, con la mia timidezza, ho iniziato a far parte del laboratorio due anni fa e continuo con entusiasmo in quanto in questo laboratorio ho cominciato ad acquisire fiducia negli altri e fiducia in me stesso.
Lavorare in gruppo per me è stato sempre difficile, ma da quando sono nel Laboratorio, mi sono reso conto che fare gruppo è bello, costruttivo, produttivo.
La nostra forza è proprio il gruppo e per me vuol dire impegno rispetto, ascolto, disponibilità.
Così, per me, questo Laboratorio è diventato un luogo senza confini; una stanza dove i pensieri e le emozioni non hanno più problemi; le sbarre alle finestre non riescono a negarmi la libertà.
Sono ancora in carcere, ma la lettura e la scrittura mi rende un uomo libero: almeno dentro di me, nella mia mente.

13/11/2017                                         Gentian  Ndoja

 

4)

Da parecchio tempo, ormai, sono inserito nel gruppo di Leggere Libera-Mente. Siamo parecchi, almeno una ventina, ed assistiti da volontari esterni culturalmente molto preparati, veniamo accompagnati pazientemente e con complice solidarietà nel difficile lavoro di entrare nel nostro animo di uomini, a tratti inquieto e frustrato da lunghe carcerazioni.
Questo simpatico connubio fluisce in un’armonica fatica che può persino diventare una specie di avventura, soprattutto quando incontriamo, attraverso la lettura le altre storie e le altre avventure  partorite da tanti scrittori che ci hanno preceduto, dal sapere dei quali ci nutriamo.
Tutto ciò diventa il fascino di un inesauribile percorso e regala un fruttuoso guadagno intellettuale. ma soprattutto mi dà l’orgogliosa consapevolezza di una riconquista morale, con le armi preziose della mente, le quali riescono sempre ad attenuare in me il penoso e rischioso cammino della pena stessa.

Pezzuto Remo                                                                         7/11/2017

 

5)

Noi del SAI di Opera partecipiamo volentieri al Laboratorio Leggere Libera-Mente. Siamo un gruppetto di persone recluse, ognuno con la sua storia, ma lì possiamo raccontare le nostre emozioni, le nostre sensazioni e ci mettiamo a nudo.
Far parte di questo progetto ci aiuta a comunicare per far sentire la nostra voce oltre queste sbarre e questi muri che ci circondano.
Un modo creativo per metterci in discussione e magari capire meglio cos’è il carcere, rendendolo meno inutile.
Per noi, il  Laboratorio Leggere Libera-Mente è:

– leggere come non ho mai letto prima

– capire e migliorare

– due ore di riflessione

– “evadere” con la mente

– un’Associazione per lo Spaccio di Idee

13/11/2017                                         il gruppo del SAI

 

6)

Leggere Libera-Mente; questo è il nome del gruppo di cui faccio parte oggi, attivo all’interno della struttura carceraria di Opera.
Il gruppo è composto d’una ventina di persone più o meno liberi nella mente e di quattro operatori esterni che condividono con noi le loro esperienze in un scambio leale e sincero, così che questo gruppo diventa quasi una grande famiglia.
Tutti noi siamo fieri di essere parte integrante di ciò che e lieti che si possa scrivere una moltitudine d’articoli che vengono pubblicati nel giornale trimestrale “In Corso d’Opera”; anch’esso è una nostra creazione e ne siamo orgogliosi.
“Liberare la mente” verso il sapere e la conoscenza: questo è il nostro gruppo, partecipiamo anche a veri concorsi in prosa e poesia e, senza voler sembrare presuntuosi, siano stati premiati in vari occasioni.
Penso che l’esperienza di Leggere Libera Mente in un certo senso ci permetta di confrontarci,  scambiando oppinioni e consigli utili per il futuro: in un certo senso ci indica la strada maestra, poi sta da ognuno di noi fare le scelte giuste.
Per quanto mi riguarda, ho sempre o quasi sempre fatto parte d’un “gruppo” fin dalla mia adolescenza. Certo che negli anni ’75 e ’80 i gruppi erano ben diversi e con obbiettivi assai diversi da quello di oggi. Sotto una certa sfaccettatura, però, hanno molto in comune.
Composti da persone che perseguono lo stesso obiettivo scambiandosi idee, suggerimenti, consigli e impressioni si diventa come una grande famiglia che va amata e protetta a qualunque costo, un luogo dove regnano sincerità e onestà. Così facendo, qualche volta costituisce una piccola spina nel fianco verso le Istituzioni, da cui sollecita risposte e presenta osservazioni critiche.
Leggere Libera-Mente è un gruppo un po’ particolare per me, in quanto mi permette di evolvere nel bene. I quattro volontari esterni che ci dedicano il loro tempo nonostante la loro vita nel mondo libero sono sempre pronti ad ascoltarmi e consigliarmi, per quanto io non abbia un carattere facile  e questo lo so…    Devo ammettere che nei due anni e mezzo in cui ho fatto parte di questo gruppo ho ritrovato una certa serenità interiore; da tempo ero travagliato e turbato nel vivere in un luogo dove tutti indossano una maschera, dove la sconfitta d’uno è la vitoria dell’altro. Qui non è così, ed è un vero regalo.

– Leggere Libera-Mente, dove la mente non si accontenta della conoscenza.

– Leggere Libera-Mente, una grande famiglia di condivisone letteraria in cui il segreto di uno è il segreto di tutti.

– Leggere Libera-Mente, un gruppo di persone che non ha confini nel voler conoscere dove si trovi il limite della conoscenza.

– Leggere Libera-Mente, dove le parole non hanno sbarre, ma una vasta distesa di conoscenza e reti di connessione

31/01/2017                                                                  Walter Sponga

 

7)

Un gruppo di scrittura e lettura all’interno del carcere di Opera. Qualcuno che arriva da altri istituti penitenziari  non riesce subito a comprendere che cosa sia realmente un gruppo di scrittura all’interno di un carcere, proprio per il fatto che non tutti i carceri hanno attività così variegate come questa. Io sono arrivato dopo tanti anni trascorsi in carceri in cui non c’erano queste  attività e non nascondo che all’inizio ho faticato a comprendere come funzionava il laboratorio.
In carcere si può essere aggregati a diverse tipologie di percorsi: sport,  lavoro, scuola, lettura. A mio avviso una cosa importante per chi ha avuto una storia di devianza sia sondare un po’ il suo lato oscuro, le cause che lo hanno portato a commettere sbagli. Ho notato che nei gruppi di lavoro all’inizio le persone sono molto silenziose e fanno fatica ad aprirsi; penso sia normale, anche se a volte si protrae troppo nel tempo e alcuni lasciano i vari corsi senza neanche aver lasciato una minima traccia dei loro pensieri. Personalmente non ho di questi problemi, e mi dispiace molto quando alcuni compagni non condividono i loro vissuti, le loro esperienze, anche i loro dolori. Attraverso la relazione con gli altri, lo scambio, il confronto, anche il semplice ascolto di un racconto scritto, ma anche di una semplice poesia, si può accrescere il proprio bagaglio personale. La cosa che mi coinvolge è proprio quando le persone più resistenti si aprono e iniziano a scrivere, si scoprono di quelle emozioni, di quei pensieri veramente profondi e importanti. Il lavoro di gruppo può essere uno strumento per aprire le porte di quelle persone che sono più chiuse. Lasciare andare i pensieri al di fuori del proprio io è un lavoro lungo e delicato, perché bisogna essere pronti con se stessi, a volte siamo noi che ci diamo dei freni, non vogliamo guardare quelle macchie nere che abbiamo in fondo all’anima e non si riesce neanche a capire il senso dei nostri comportamenti.
Il laboratorio di scrittura creativa Leggere Libera-Mente non ha la presunzione di aiutare tutte le persone che vi partecipano, però dà strumenti per poter mettersi in un cammino di analisi autocritica, e lo fa con leggerezza, senza invadenza; ognuno è libero di scrivere ciò che vuole, oppure può solo ascoltare le varie letture dei testi autobiografici dei compagni, o anche le letture che vengono offerte dai volontari per trovare spunto e stimolo alla scrittura per esempio degli articoli del periodico “IN CORSO D’OPERA” , o infine per la composizione di questo sito.
Ad oggi sono 10 anni che il gruppo è presente qui ad Opera, e sia a livello di prodotti, sia a livello umano il gruppo lavora costantemente nel bene. La tenacia dei volontari è ammirevole perché credono in questa missione, e i detenuti che vi partecipano portano avanti con impegno e dedizione tutte le attività, lasciando aperta la porta ad altri compagni che potranno nutrirsi di se stessi e degli altri, riscoprendo nuove prospettive e nuovi orizzonti.

Luca Calajò                                                                           7/11/2017

 

I partecipanti al Laboratorio Leggere Libera-Mente

 

 

(rimane da decidere come qualificare gli Operatori esterni e quanti nomi includere; così come SE inserire i nomi dei partecipanti detenuti o ex-detenuti)

 

 

Barbara Rossi

Daniela Bianchini

Renzo Magosso

Martino Menghi